I secondi piatti a base di uova di top ricette
FRITTATA DEL CURATOProvenienza: A. de Brillat-SavarinData: 17/8/1994 Dal libro "Fisiologia del gusto - o meditazioni di gastronomia trascendente" di Anthelme Brillat-Savarin.
Dalle Varieta` 1: LA FRITTATA DEL CURATO PREPARAZIONE DELLA FRITTATA COL TONNO Prendete, per sei persone, il latte di due carpe ben lavate e fatelo imbiancare tuffandolo per cinque minuti nell'acqua già bollente e leggermente salata. Prendete anche un pezzo di tonno nuovo grande come un uovo di gallina e aggiungetevi anche uno scaogno tritato molto fine. Tagliate insieme il latte di carpa e il tonno, in modo da mescolarli ben bene e mettere il tutto in una casseruola con un pezzo sufficiente di burro ottimo: lasciateli rosolare finchè; il burro non sia fuso. In questo consiste la specialità della frittata. Poi prendete un altro pezzo di burro a discrezione, mescolatelo con prezzemolo e cipollina, mettetelo in un vassoio a forma di pesce destinato a ricevere la frittata, strizzatevi sopra un limone e poi mettete il vassoio sulla cenere calda. Dopo ciò, sbattete dodici uova (più fresche sono meglio è): metteteci dentro il battuto di tonno e agitate il tutto in modo che si amalgami bene. Finalmente fate la frittata al solito modo e cercate ch'essa sia lunga, spessa e morbida. Stendetela bene nel vassoio preparato per riceverla e portate in tavola perchè; sia mangiata subito. Questa pietanza dev'essere riserbata per le colazioni eleganti, per le comitive d'intenditori ove si sa quello che si fa e si mangia con attenzione: soprattutto si ricordi di innaffiare con buon vino vecchio e ne risulterà un capolavoro. Note tecniche per la preparazione 1) Occorre che il latte di carpa e il tonno non arrivino al bollore, altrimenti s'indurirebbero e non potrebbero amalgamarsi con le uova. 2) Il vassoio dev'essere concavo, poiche' la salsa si concentri e possa prendersi col cucchiaio. 3) Il vassoio dev'essere leggermente scaldato, perchè; se fosse freddo la porcellana porterebbe via tutto il calore alla frittata e non gliene rimarrebbe abbastanza per fondere lo strato su cui è deposta. |