Surimi: cos’è e come si prepara

Surimi

Surimi

I bastoncini di surimi al sapore di granchio e di gambero sembrano adatti e l’ideale per una cena estiva.
Il surimi ha un aspetto esotico, un sapore gradevole e poi si prepara senza dover cuicinare.

Non tutto però è così trasparente, stiamo parlando di un prodotto di origine giapponese che una volta era preparato con merluzzo dell’Alaska della specie Pollack adeguatamente tritato. Adesso il surimi e diffuso in tutto il mondo. Quello venduto in Italia si presenta sotto forma di cilindretti arancioni con all’interno della polpa bianca.

Sul piatto il surimi fa una bella figura anche se contiene avanzi e ritagli ottenuti dalla lavorazione industriale del pesce, tritati, pressati ed addizionati con sostanze varie. E’ un pò la stessa procedura che si usa per la carne separata meccanicamente contenuta nei wuster di pollo.

La polpa bianca del surimi, ottenuta da diverse qualità di pesce poco conosciute come nemipteri, il suri, lo sgombro di Atka carpa asiatica, viene tritata arrotolata e tenuta insieme con farina e addensanti. Alla fine il bastoncino contiene una percentuale di pesce variabile tra il 30 e il 40%, per il resto si tratta di fecola di patate ed altri farinaci, albume d’uovo, olio di colza o di palma, spezie ed esaltatori di sapidità come il glutammato monosodico.

Il sapore del surimi viene addomesticato con abbondanti aromi, il più gettonato è quello di granchio, in seconda posizione troviamo il sapore di gambero anche se esistono varianti al salmone affumicato.
c’è anche la versione denominata “affettato di mare” che dovrebbe assomigliare un pò all’insalata di polipi.

Dal punto di vista nutrizionale, i prodotti a base di surimi, sono poveri di grassi ma ricchi di sodio ed anche il contenuto proteico è piuttosto basso.

L’ultimo aspetto da esaminare riguarda il prezzo, facendo bene i conti il vantaggio economico del surimi non è così evidente, le confezioni costano da 13 a 15 euro al kilo un prezzo che permette di acquistare al supermercato pesce fresco come salmone e platessa.

 

Il brano sopra riportato è tratto dalla ricerca condotta da Roberto La Pira ed andata in onda nella trasmissione “Il Fatto Alimentare” di RaiNews24

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